Hai conosciuto una persona fantastica, passi le giornate a parlarci e sei più che sicuro che la vostra amicizia durerà per sempre.
Unico difetto?
Abitate distanti centinaia e centinaia di chilometri.

Quando l’amicizia è in carne e pixel

Dedicato a Luca, amico ritrovato

Hai conosciuto una persona fantastica, passi le giornate a parlarci e sei più che sicuro che la vostra amicizia durerà per sempre.
Unico difetto?
Abitate distanti centinaia e centinaia di chilometri.

Con il post di oggi voglio parlarvi infatti proprio di quelle amicizie particolari che nascono e si sviluppano prevalentemente online, sui social network e su svariati siti, che non sono affatto meno importanti o forti di quelle reali, ma, come scoprirete, possono essere molto più utili e interessanti di molti conoscenti con i quali si passa il tempo quotidianamente.

Se Internet è riuscito ad abbattere la distanza chilometrica, nessuna tecnologia permette ad oggi di trasportarsi da un punto A ad un qualsiasi punto B in pochi secondi e senza sforzi. In questo modo, le relazioni sociali si sviluppano attraverso interazioni social e infinite ore di chiamate su Skype, senza tuttavia rendere possibile incontri reali e limitando il rapporto ad un’amicizia in carne e pixel.

Non considerandomi un guru dei rapporti virtuali o un esperto di psicologia/sociologia/altrologia, mi focalizzerò principalmente su alcune esperienze da me vissute per descrivervi in cosa a mio parere un’amicizia online non ha nulla da invidiare a quelle reali, ma anzi presenta delle caratteristiche interessanti per lo sviluppo più sincero e vero della relazione amicale.

Sembrerà un controsenso, ma online “il re è nudo”. Non intendo obbligatoriamente in senso letterale, sebbene sia proprio attraverso Internet che si siano sviluppati atteggiamenti e comportamenti sessualmente condannabili e criticabili, così come giustamente fanno notare spesse volte servizi de “Le Iene” o di altri mezzi di informazione, bensì in senso figurato e pirandelliano.
Al computer non esistono maschere, l’unico filtro (impenetrabile, ndr) è lo schermo.
Con l’avvento di Facebook e dei social network di massa questa affermazione potrà sembrare insensata e stupida, ma lasciatemi spiegare. Il ragionamento che sto argomentando non si basa sulla rappresentazione che una persona dà di se stessa verso i propri amici (reali e virtuali) che ha su Facebook, bensì su quelle relazioni umane che nascono e crescono nei siti “di nicchia” prima ancora che sul social network di Mark Zuckerberg. La mia riflessione in parte addirittura esula da questo mondo, piantando le sue radici principalmente nella mia esperienza personale di questi anni.
Come vi avevo accennato qualche mese fa (clicca qui), ho vissuto per anni un’importante esperienza virtuale che mi ha profondamente cambiato e fatto maturare. Sto parlando di Habbo Hotel, community online che ho frequentato dal lontano 2007 fino a giugno scorso e che mi ha permesso di conoscere decine di amici e amiche sparsi in tutta Italia.


Penso a Riccardo, Mirko, Matteo, Lucia, Natale, Cristina, Emilio, Saverio, Andrea, Angelo, Elena, Mattia, Alessandro e tantissime altre persone conosciute in questi anni proprio grazie a questo sito.
Penso a Luca (e Virginia), conosciuto nel lontano ottobre 2007 in una stanza vuota contenente soltanto una semplice piantina d’ananas. Penso alla nostra amicizia e alle pazzie passate insieme, ai giochi organizzati, alle chiamate sul defunto Windows Live Messenger, ai regali di compleanno e alle cartoline spedite, alle fughe di casa per passare un’ora insieme a Bologna, ai contatti che si fanno più radi e meno frequenti, all’amicizia che, nonostante l’andare degli anni, basta poco per far ravvivare e vivere una nuova giovinezza.

Quando ci siamo conosciuti eravamo pixel purissimi, colorati e simpatici, ma senza alcuna forma o immagine.
Ricordo ancora i primi tempi in cui parlavamo solo e soltanto in Hotel, conoscevamo soltanto il nostro nome e poco più e a parlare per noi erano le nostre azioni, i nostri pensieri e i nostri caratteri.
Online si tende a essere più liberi dalle convenzioni sociali che ci vengono imposte ogni giorno. Si è liberi di esprimere la nostra opinione (e a volte si abusa di questo “potere”), si è liberi di parlare liberamente e di non vergognarsi delle proprie condizioni. In poche parole (ed è in questo che le amicizie virtuali riescono a superare quelle reali, a mio parere) si diventa amici perché “ci si piace” e non perché “ci si ritrova”.

Le amicizie, è vero, ci si scelgono, ma fino a qualche anno fa la scelta era comunque più territoriale che altro. Certo, amanti di un particolare genere musicale o di tendenze particolari si avvicinavano più facilmente, tuttavia il fattore luogo era determinante nello sviluppo delle stesse. Oggigiorno, invece, si ha la possibilità di scoprire amicizie e relazioni a prescindere dalle maschere costruite, andando a conoscere la “reale” essenza dell’altro individuo. Non è qualcosa di speciale?

“Ok, hai trovato amici fantastici, ma tanto la distanza ti impedisce ugualmente di incontrarvi. Non è meglio gente meno speciale ma più reale?”
Si e no.
Prima di tutto, un consiglio per tutti coloro, magari minorenni o ancora giovanissimi, che hanno vissuto alcune situazioni come quelle da me descritte sopra: non abbiate paura, ma non siate incoscienti.
Gli incontri online sono sempre un lancio nel buio, non sai mai se la persona con la quale ti trovavi così bene su Skype sia davvero simpatica pure nella vita reale, ma soprattutto non puoi mai sapere se quella persona sia davvero quella persona.
Cercate quantomeno di essere certi di stare diventando amici (o qualcosa di più) con la persona con la quale state effettivamente parlando, assicurandovi che almeno sessoetà e volto siano realmente quelli detti.
Personalmente, ho incontrato fra il 2008 e il 2014 più di 20 persone conosciute online tramite Habbo (senza contare altri tipi di social network, tra cui BlaBlaCar o Facebook stesso) e non mi è mai capitato di conoscere individui “pericolosi”, tuttavia è sempre bene fare affidamento e attenzione, non rivelando immediatamente troppi dati personali e ricordarsi che è sempre valido il detto secondo il quale “fidarsi è bene, non farlo è meglio”.

Tornando al discorso sulla distanza, questa è in parte superabile e del tutto trascurabile se l’amicizia è forte e duratura. Prendiamo ad esempio tre casi da me vissuti: Riccardo, Cristina e Matteo. Il primo è una delle prime persone conosciute proprio su Habbo e, a differenza degli altri due, non ho mai avuto, ad oggi, il piacere di conoscerlo. La distanza è superabile, ma arrivare fino a Cagliari è troppo pure per una persona che ama viaggiare come me, tuttavia è proprio per questo motivo che a volte la lontananza è anche trascurabile in quanto per me l’amicizia con Riccardo è talmente radicata che, anche se non ci sentiamo spesso, ogni volta è un piacere parlarci e scambiarci opinioni o chiacchere su qualsiasi argomento. Negli altri due casi, sto parlando di due persone conosciute online e successivamente nella vita reale e che mi permettono di riflettere sull’importanza di conoscersi bene e a fondo a prescindere dalla realtà. Cristina è una carissima amica conosciuta nel lontano 2009 e che ho avuto modo di incontrare finalmente dopo anni il mese scorso e dopo un lunghissimo periodo di “ignoramento” (non per motivi specifici, ci eravamo semplicemente persi “di vista”), mentre Matteo è uno degli amici più chiari che realmente ho e che, grazie al trasferimento a Milano, mi è stato permesso di conoscere prima online e poi ancora meglio nel mondo reale. In tutti e tre i casi, la distanza è stata una variabile sempre presente e in certi casi addirittura dolorosa, tuttavia dopo anni le amicizie sono rimaste a prescindere da essa.

Concludo con un consiglio spassionato a tutti: fatevi un amico a distanza!
Non c’è nulla di più bello e motivante che sviluppare conoscenze verso realtà e mondi lontani da noi, dalla cultura al dialetto, passando per la cucina, le passioni e le tradizioni.
Prima o poi verrà il momento del teletrasporto e dell’azzeramento della lontananza, ma fino a quel giorno cercate di vivere al meglio le vostre amicizie e relazioni a distanza. Con serenità e quel pizzico di sogno che vi permette di immaginarvi felici e sorridenti, anche solo per qualche ora, con l’amico o l’amica distante chilometri a sorseggiare una cioccolata calda al bar di una stazione dei treni.