Expo Milano 2015 può ancora diventare un flop

Si fa un gran parlare negli ultimi due mesi del successo di Expo Milano 2015, il super-evento che dal 1 maggio scorso sta facendo arrivare nel capoluogo lombardo milioni di visitatori da tutto il mondo. Lunghe file, entusiasmo diffuso, #expottimismo a profusione, tanti celebrano il successo dell’Esposizione (sottoscritto compreso), giustificando il buon esito dell’evento con fotografie di padiglioni, ingressi e Decumano sommersi da folle oceaniche di persone.
Sappiate che Expo Milano 2015 può ancora diventare un flop.
Seguitemi nel ragionamento:

Expo Milano 2015 può ancora diventare un flop

Expo Milano 2015 - Folla Decumano

1. Milioni di visitatori ≠ successo: non essendo un’opera teatrale, un film o un libro (e nemmeno un parco divertimenti, checché se ne dica o pensi qualcuno), il suo successo non può e non deve essere stabilito dalla semplice conta di chi paga il biglietto d’ingresso. Economicamente riuscire a rientrare nelle spese sarà e dovrà essere un obiettivo fondamentale per la società Expo 2015 S.p.A., ma non può essere l’unico, come ha giustamente ricordato più volte Giuseppe Sala, Commissario Unico per il governo. Sbaglierà dunque chi decreterà l’insuccesso dell’evento se i numeri necessari a coprire le spese non saranno raggiunti, così come commetterà lo stesso errore chi, preso dalla bramosia di sfidare gufi e No Expo, ne annuncerà il successo se e solo se questi saranno raggiunti o superati (che poi, la sfida sui numeri è quanto di più confuso possa esserci legato all’esposizione, come si può notare facilmente da un articolo de Il Post di solo pochi mesi fa o dell’Ansa di agosto proprio sui visitatori attesi a Expo).

Expo Milano 2015 - Serie A

2. Expo Milano 2015, una raccolta di contenuti non sempre coerenti: se la presenza del colosso McDonald’s può piacere o meno, è comunque in linea con le tematiche dell’alimentazione e della nutrizione e, soprattutto, in Italia è fra le catene di ristoranti più controllate e “sicure” dal punto di vista del food safety e attenzione alle materie prime (F. Di Nardo, “McJob. Il lavoro da McDonald’s Italia“, Rubbettino, 2011). Diversamente, durante questi mesi dell’esposizione universale, tante sono state le realtà, accolte positivamente o meno, che hanno sfilato sul Decumano per raccontare le proprie iniziative e, il più delle volte, potersi mostrare sulla vetrina più in vista dell’anno. Dalla Serie A al basket, passando per compagnie aeree, crociere, fiere, assemblee di partito e convegni di sindacati, tutto (forse troppo) è stato il benvenuto a Expo Milano 2015, risultando per snaturare in un certo qual modo l’essenza del tema “Nutrire il Pianeta. Energia per la Vita” e non facendo parlare delle tante, tantissime e bellissime iniziative (un esempio: Slow Food) che ogni giorno, nelle vie più nascoste dell’esposizione, venivano organizzate da organizzazioni minori più in linea con il filo conduttore dell’evento.

expo2015_cartadimilano

3. Ai posteri l’ardua sentenza: se il successo di Expo Milano 2015 non potrà essere decretato soltanto dai milioni di visitatori che ogni giorno visitano l’esposizione, quali sono i fattori chiave che potranno permetterci in futuro di scegliere se parlare di buona o cattiva riuscita dell’evento? Prima di tutto, il cambiamento culturale che dovrà avvenire in ciascuno di noi. Sarà banale dirlo, ma finché un visitatore si limiterà a farsi due ore di fila per entrare agli Emirati Arabi (o sette per visitare il Giappone, quando ne basterebbero tre in più per andarci davvero), spererà in un selfie con un personaggio celebre o si accontenterà di un assaggio esotico, per lui l’esperienza di Expo Milano 2015 sarà uguale a una domenica in centro a Milano o un pomeriggio in riviera d’estate. Se la partecipazione all’evento non provocherà neanche un minimo cambiamento di comportamento, atteggiamento o visione che si ha del mondo, non si potrà parlare di alcun successo per la manifestazione. Ovviamente non si potrà mai quantificare un cambiamento individuale se si analizza la riuscita di un evento al quale hanno partecipato milioni di persone, dunque non sarà soltanto l’eredità personale a doverci dare un indicatore sull’esito di Expo Milano 2015, ma anche e soprattutto le scelte politiche che i governi di tutto il mondo dovranno impegnarsi a fare e realizzare da questo momento in poi.

Expo Milano 2015 - Albero della Vita

Se dai giorni successivi al primo novembre la Carta di Milano resterà un semplice foglio virtuale firmato su un tablet a Palazzo Italia o su una lavagna al Cooking Show, Expo Milano 2015 avrà fallito.
Se dai giorni successivi al primo novembre i governi di tutto il mondo e le organizzazioni mondiali non si impegneranno concretamente a raggiungere l’obiettivo Fame Zero, Expo Milano 2015 avrà fallito.
Se dai giorni successivi al primo novembre il comportamento di governi e singoli cittadini non si orienterà verso un mondo più sostenibile (alcuni piccoli esempi e consigli a portata di tutti), Expo Milano 2015 avrà fallito.
Noi compresi.