Il mio 2015: un anno imprevedibile

Se il 2016 sarà come il 2015 non ho idea di cosa potrà capitarmi, che avventure vivrò e che posti visiterò. Se potessi infatti riassumere il mio ultimo anno userei sicuramente un unico aggettivo: imprevedibile. Imprevedibile perché, col senno di poi, tante sono state le esperienze vissute che mai avrei messo in conto, tanti i luoghi conosciuti e, soprattutto, tantissime le persone che ho avuto l’onore e il piacere di conoscere. Imprevedibile sopratutto perché è stato l’anno in cui più di ogni altro ho vissuto piccoli e grandi colpi di scena, cambiamenti di strada, prime volte e tanti capovolgimenti.

Un anno fa, guardandomi indietro, ero pienamente soddisfatto delle avventure vissute e delle persone conosciute, ma non avrei mai potuto immaginare che l’anno che stavo per iniziare sarebbe stato scritto da uno sceneggiatore amante delle sorprese.
Durante la prima notte dell’anno, il primo furto subito: portafogli rubato in piazza della Signoria a Firenze e festeggiamenti del Capodanno “rovinati”. Dico “rovinati” perché, nella sfiga del momento, una bellissima gioia: aver ritrovato un’amicizia sopita per anni proprio pochi minuti dopo il furto e che ho avuto modo di ricoltivare in questi mesi (in questo caso, nessun danno oltre alla beffa).

Il 2015 è stato un anno imprevedibile perché mi ha permesso di vivere l’avventura lavorativa più grande ed emozionante: Expo Milano 2015, prima come Operatore Grande Eventi e poi nel fantastico Team Agenda sotto la direzione Comunicazione. Un lavoro che, a conti fatti, non mi sarei mai sognato di fare fino a un anno fa e che per il quale, tra l’altro, feci il colloquio proprio qualche giorno l’inizio dell’anno. Un lavoro che, tanto per restare nell’imprevedibilità, mi ha permesso di variare ripetute volte le mansioni svolte, non dandomi mai la possibilità di annoiarmi o non appassionarmi a ciò che stavo facendo (non che l’avrei fatto, ovviamente).

Oltre alle centinaia di persone con le quali ho avuto modo di collaborare a stretto contatto durante la mia esperienza in Expo, tante altre sono state le persone conosciute in quest’anno e che, anche solo a ripensarci, mi fa strano realizzare di averle conosciute da meno di un anno. Ad esempio, le mie amiche e amici dell’università, con i quali il rapporto vero e proprio è nato solo dal 7 gennaio 2015 (giorno in cui ricominciarono e ricominceranno i corsi del secondo trimestre), ma anche amici lontani finalmente trovati (come Riccardo o Emilio) o semplicemente riscoperti e quindi nuovamente apprezzati.

Il 2015 è stato l’anno di uno dei viaggi più attesi di sempre: la Sicilia. Da anni desideravo conoscere questa fantastica terra e ne ho avuto l’opportunità (all’improvviso, ovviamente) grazie a una vacanza passata con la mia famiglia lo scorso luglio. Una terra bellissima dai mille contrasti, impossibile da non apprezzare. Averlo fatto con i miei genitori e mia sorella è stato ancora più bello ed emozionante perché, ammettiamolo, vivere da soli fa figo, ma ogni tanto passare del tempo con i propri cari è una delle cose più belle che si possano vivere.

E ancora il viaggio a Barcellona con mia sorella, le mille ore spese in classe di formazione a Turro, i progetti universitari “geniali” e anche quelli un po’ meno, i colloqui di lavoro andati bene e quelli andati male, il furto in auto (“Un anno in Questura”: prossimo cinepattone), il concerto dei Pentatonix, il Cirque du Soleil, gli MTV EMA con Federica, le sere sui Navigli, Bla Bla Car, la nebbia, le ore spese a non dormire di notte e quelle passate a dormir di giorno, la macchina nuova e tutti i nuovi acquisti (Computer, iPad e PlayStation: #ItaliaRiparte), le amicizie e le delusioni, lo zenzero nel Mojito, il Pride, le file al Giappone, la mancanza della musica e del teatro, la voglia di far radio, le multe a Milano, le multe a Rho, la macchina dal carro attrezzi (“Un anno in Questura 2”).

Se il 2016 sarà come il 2015, spero che avrò meno multe da pagare e più cene da offrire. Perché l’unica cosa che è mancata davvero (e che manca da tempo immemore) è una persona per cui il mio cuore possa battere, ma so già che mettermi il buono proposito di innamorarmi e far innamorare di me rimanderebbe al 2017 (e gli anni seguenti) la riuscita dell’intento.

Buon anno!