Gli uomini vivono la loro vita in preda all’ansia di ciò che potrebbe capitare nel futuro, non riuscendo così a godersi, il più delle volte, ciò che il presente ha da offrire loro.

Speranze, Domande e Poche Risposte

Gli uomini vivono la loro vita in preda all’ansia di ciò che potrebbe capitare nel futuro, non riuscendo così a godersi, il più delle volte, ciò che il presente ha da offrire loro.

hope

Basti pensare all’ansia vissuta prima di ogni evento importante delle propria vita, sia un semplice incontro, un viaggio o un più difficile primo bacio con la persona di cui si è invaghiti. Si è ansiosi pensando all’esame universitario da fare entro qualche settimana, si è impauriti per il primo giorno di scuola, si è tesi per l’esito di un test e si creano aspettative verso persone o avvenimenti che potrebbero avvenire.

Non voglio intendere che l’ansia è un fenomeno caratteristico di ciascun individuo, ci mancherebbe, ma credo che sia umano avere ansia e che lo sia ancora di più crearsi aspettative verso qualcosa o qualcuno, il più delle volte irrazionalmente. Sfido chiunque a trovarmi anche una sola persona che nell’arco della sua intera vita non ha mai avuto paura di qualcosa, sia questa una stupidaggine o una preoccupazione più realistica e razionale. Si ha paura ogni volta che si viaggia in aereo, pur sapendo che i voli dirottati o che subiscono incidenti sono la stragrande minoranza fra tutti quelli che si concludono tranquillamente; si ha paura ogni volta che si deve affrontare un avvenimento importante della propria vita; si ha paura quando si è consapevoli che non si potrà avere sotto il proprio controllo una particolare situazione, vuoi per l’impossibilità di gestire ogni fattore legato alla propria vita, ma anche per il fatto che non sempre si può essere nel proprio habitat naturale.

Per non parlare delle “prime volte”. Io, personalmente, le temo più di ogni altra cosa. Tremo ogni “primo giorno di scuola” per il timore di non incontrare nessuno e di restare solo, tremo ogni volta che devo pensare di aprirmi al prossimo, tremo ogni volta che devo dire per la prima volta parole importanti che non so come far uscire, ma che sento di dover pronunciare. Le prime volte fan paura anche quando stupide o semplici, perché purtroppo nessuno ha la bacchetta magica o la sfera di cristallo per poter prevedere il futuro, questo tempo che rincorriamo senza mai raggiungere.

Mi son creato mura alte centinaia di metri fatti di aspettative e speranze, sia nel lontano passato che nelle settimane più recenti. Crearsi pareti di sogni è utile per sfuggire alla realtà, per rinchiudersi all’interno di una propria abitazione senza finestre impedendosi così di osservare la realtà al di fuori. Atteggiamento sbagliato? Si e no.

E’ indubbiamente utile, a mio parere, avere dei sogni e continuerò sempre ad averli. Sognare è lo slancio che permette a ciascun individuo di immaginarsi un futuro migliore, è stata la spinta che ha permesso ai grandi geni del passato di arrivare alle più grandi scoperte che han permesso all’intera umanità di progredire, sognare è, in parole povere, l’unica cosa che nessuno potrà mai impedirci di fare. Tuttavia, non sempre sognare e crearsi aspettative fa il bene di noi stessi. Ho vissuto sulla mia pelle (ma non sarò certo il solo, sicuro che chiunque leggerà questo blog avrà provato almeno una volta queste emozioni) il disgregarsi di false speranze: un amore andato male, un esame superato non brillantemente, un’amicizia persa.

E’ dunque sbagliato sperare in un domani migliore? Non saprei…  
Nello scorso post ho esaltato il futuro come se fosse la soluzione ad ogni male, ma, purtroppo, non può e non deve essere così.
Come dicevo all’inizio, viviamo fin troppo orientati al domani per poterci concentrare veramente sull’oggi.

Speriamo che tutto vada bene…
Speriamo che ci chiarisca…
Speriamo che mi richiami…
Speriamo che mi cerchi…
Cazzate.

(Forse) l’unico modo per fare andare tutto bene, è iniziare a fare qualcosa per procedere verso la direzione giusta. Ma chi la decide? E chi potrà mai sapere se è quella che mi porterà dove davvero vorrei arrivare? E vorrei arrivare da qualche parte? Perché?
Domande, domande, domande.
Nessuna risposta.

speranza

PS: vorrei ringraziare tutte le persone che ho incontrato in questi giorni al corso di Corporate Communication. La paura che avevo di restare solo è scomparsa immediatamente ed ho già passato dei bei momenti con voi. Ci terrei a tranquillizzare coloro che han magari letto questo post come uno sfogo che penso realmente queste cose, ma che la mia vita, almeno in questo momento, scorre tranquilla, anche grazie all’inizio dell’università. I corsi sono particolari, di stampo internazionale (ebbeh… sono in inglese!) non solo nella lingua, ma anche nella modalità di insegnamento e verifica della preparazione. Ovvio… non tutti sono perfetti o poi così interessanti, ma dopo tre giorni mi baserei solo su pregiudizi o pensieri affrettati. Vi saluto con un po’ di #RisoColSorriso (chissà, qualcuno capirà…) e vi do appuntamento al prossimo post.

  • http://ilpuntozeta.wordpress.com Cristina

    Goditela questa età perché nn tornerà mai più! È bellissimo avere paura e se ne sei cosciente con le tue paure affronterai tutte le difficoltà! Grazie lory di questo blog!