Perché un blog?

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Internet va sempre più veloce: se fino a qualche anno fa la rapidità di accesso alla rete era quantificata nel numero dei minuti che si passavano online per non spendere troppo di connessione (ricordate il fastidioso rumore che, quando chiamavamo degli amici, si sentiva nel caso fossero connessi?) e se lo scambio più interattivo era rappresentato dai primi forum e dalle infinite ed inutili chattate su Windows Live, nel Web 2.0 tutto è cambiato. Si invia il proprio tweet da 140 caratteri, lo si collega eventualmente al proprio account Facebook per poter esprimere in un colpo solo il proprio pensiero sui due principali social network, magari si possiede anche un account Tumblr per condividere alcuni post il più rapidamente possibile, si fotografano i nostri attimi su Instagram e ci vendiamo per qualche domanda su Ask.fm.

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=kCSFMqkcqoM]

L’aggettivo imperante dei nostri giorni è virale, che, se preso alla lettera, non è proprio una cosa di cui andar fieri. Se il tuo contenuto è virale, allora potrai ottenere facili click (= guadagni), centinaia di condivisioni e retweet ed alimentare così l’impero del trash online che sta infettando Internet sempre di più. Non sto dicendo che ogni post che diventa virale vada messo all’indice, ma dovrebbe quantomeno far riflettere l’importanza che le grandi aziende del Web ripongono in questa parolina magica e nei potenziali guadagni che un semplice video di gattini può portare al suo autore.

antivirale

Non volendo stare a fare un’analisi ed un’invettiva contro la viralità dei contenuti online, vorrei prendere questo breve sfogo come il motivo per cui ho scelto di aprire un blog. Nel momento in cui la rete va sempre più veloce ed in cui se riesci a produrre viralità “esisti”, altrimenti sei condannato all’oblio, ho deciso di provare a rallentare il mio tempo, dedicandomi ad una creatura che i più giudicano morta. E se non vi basta come motivazione, vi posso annunciare sin da subito che, infatti, questa non è l’unica, ma è comunque una delle principali.