Nuovi orizzonti, Nuove sfide

erasmus

Non so bene se l’Erasmus cambia davvero la vita, ma senz’altro ti modifica in maniera permanente le tue prospettive. E’ iniziato tutto più o meno al ritorno da Helsinki poco più di un anno fa, quando la voglia di tornare subito in Finlandia era altissima, la mancanza delle amicizie costruite là onnipresente e la consapevolezza di aver concluso un importantissima parte della tua esistenza non ancora del tutto compresa. Quando finisci un Erasmus, qualsiasi sia la durata, non sei più lo stesso e nessuno può mentire riguardo ciò: un tempo i nostri genitori vivevano il passaggio dalla giovinezza all’età della ragione con l’esperienza del servizio militare, adesso i non più adolescenti diventano giovani adulti (non tutti, ovviamente) dopo un periodo più o meno lungo trascorso all’estero. Un modo per aprirsi al mondo e lasciare che le differenze possano arricchire in maniera unica ed irripetibile il nostro modo di essere e di vivere.

studente-disoccupato

Era il 26 giugno 2013 e, appena misi di nuovo piede sul suolo italiano, capii subito che la mia vita non sarebbe stata più la stessa. La voglia di andare a studiare “fuorisede” era tanta sin dalla fine del liceo, ma mai si era trasformata in una vera e propria sicurezza come avvenne alla fine del giugno dell’anno scorso. Improvvisamente mi resi conto che, se fino a quel momento parlavo della laurea magistrale lontano da Firenze più come un sogno nel cassetto destinato a restare tale, da quel giorno in poi quella sarebbe stata una scelta imprescindibile. Era il 26 giugno 2013, oggi siamo il 16 agosto 2014… e fra due giorni questa decisione diventerà realtà.

duomo

Lunedì la mia vita cambierà, di nuovo e con buone probabilità per sempre. Inutile negarlo, inutile fare falsi spergiuri (capito mamma? So che starai leggendo…), inutile illudersi. La laurea magistrale rappresenterà il culmine di un percorso iniziato in prima elementare e che, nelle più rosee delle previsioni, mi lancerà (si spera) nel mondo del lavoro che ho sempre sognato, che poi i sogni ogni notte mi facciano sperare i più disparati lavori è un altro conto. Se per l’Erasmus la partenza era per un viaggio provvisorio, un andare consapevole di ritornare, quella che farò lunedì mattina sarà un’andata con ritorni più frequenti ma meno lunghi e sicuramente non definitivi. So che ci saranno tempi duri, ma che questi saranno in minoranza rispetto ai momenti felici. Parto consapevole dei rischi, ma anche delle opportunità. Milano, arrivo.

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Domani andrò giù al porto e gli dirò che sono pronto a partire getterò i bagagli in mare studierò le carte e aspetterò di sapere per dove si parte quando si parte e quando passerà il monsone dirò levate l’ancora diritta avanti tutta questa è la rotta questa è la direzione questa è la decisione.” (La Linea d’Ombra – Jovanotti)