Ma il Valdarno e la Valdisieve esistono per Firenze?

Caro Fabio Incatasciato,

A scriverti questa lettera aperta e pubblica è un iscritto, militante e segretario di circolo del Partito Democratico dell’area metropolitana di Firenze. Da qualche settimana abito a Milano, ma ho sempre vissuto in Valdarno (precisamente a Matassino, in comune di Reggello) ed è proprio di questo territorio che vorrei parlarti. Preciso prima di tutto che, nello scrivere queste righe, parlo a mio nome e non intendo rappresentare nient’altro che me stesso, Lorenzo Zatini, studente di Scienze Politiche di 22 anni ed iscritto al PD.

PD

Ti scrivo in merito alla recente pubblicazione della lista dei candidati del nostro partito per il consiglio metropolitano di Firenze, votata nei giorni scorsi e che dunque può dare un’idea della visione d’insieme di quella che sarà la città metropolitana a partire dai prossimi mesi. Per riassumere in breve le mie posizioni e sintetizzare, ho deciso che tratterò punto per punto ciò che non mi piace di questa decisione, motivando e aspettando, se ci saranno, eventuali risposte.

RAPPRESENTATIVITÀ: vorrei partire da questo punto perché, a prescindere dai successivi, ritengo sia il più importante della questione. A rappresentare il Valdarno e la Valdisieve il candidato sarà Alessandro Manni, sindaco di San Godenzo. Non conoscendolo personalmente né politicamente, non esprimo ovviamente un giudizio sul suo operato e sulla validità della sua persona, mi limito tuttavia a qualche riflessione. Prima di tutto, da quando San Godenzo si trova in Valdarno e Valdisieve? Il piccolo comune montano, oltre ad essere molto più vicino sia in linea d’area che di strada al Mugello, potrebbe rappresentare senz’altro un degno rappresentante delle piccole realtà montane della città metropolitana fiorentina, ma portare la voce di due vallate che, tutt’oggi, restano già abbastanza distinte e che hanno esigenze e necessità diverse credo che non sia possibile. E non lo dico perché non credo che il sindaco Manni non abbia la volontà e la voglia di ascoltare ciò che proverrà dai territori, ma perché è sulla rappresentanza che si basa ogni democrazia moderna. Probabilmente pur di non scontentare “i Golia” si è deciso di premiare “il piccolo David”, ma questa scelta non mi rappresenta e non rappresenta, a mio parere, una buona mossa né per il Valdarno né per la Valdisieve.

RUOLO DEL VALDARNO E DELLA VALDISIEVE: con la nascita dell’area metropolitana fiorentina, quale sarà il ruolo del Valdarno e della Valdisieve? Questa domanda è stata posta più e più volte sia a te, Fabio, che al sindaco di Firenze, Dario Nardella. Una domanda alla quale, furbescamente, avete più e più volte cercato di non rispondere, sviando e cercando di temporeggiare. Io una risposta ho cercato di darmela, ma non è che mi piaccia molto. L’idea primordiale della nascita della città metropolitana di Firenze è stata quella di volgere lo sguardo verso la Grande Piana, verso Pistoia, verso Prato e verso quelle lussureggianti vallate, dimenticando “al di là” dei monti due realtà importanti e non facili, quali, appunto, il Valdarno e la Valdisieve. E’ vero che politicamente questi due territori non sono mai stati così forti come adesso, visto che proprio da queste terre arriva il nostro segretario nonché Presidente del Consiglio Matteo Renzi, svariati deputati e, se ci si sposta un po’ più in basso e si accoglie anche il Valdarno aretino (che, ci tengo a sottolinearlo, io considero e vorrei tanto unito a quello fiorentino) pure il ministro Maria Elena Boschi, ma è altre sì vero che, dopo aver avuto importanza politica con le due presidenze del consiglio provinciale (Ermini prima, Giunti poi) ed un capogruppo di maggioranza come Prosperi, fra qualche mese il Valdarno e la Valdisieve non avranno neanche un rappresentante, mentre nella piana c’è chi litiga perché un comune non avrà candidati e dovrà accontentarsi del proprio sindaco come presidente dell’ANCI regionale.

OPPORTUNITÀ‘ POLITICA: era così necessario candidare oltre l’80% degli aspiranti consiglieri metropolitani provenienti da Firenze, dalla Piana e dall’Empolese? Nell’ultimo anno la politica del Valdarno e della Valdisieve, ma parlo principalmente di quella valdarnese, ha vissuto grandi trasformazioni che, a mio parere, era opportuno veder rappresentate all’interno del prossimo consiglio metropolitano. Parlo, ad esempio, della fusione fra Figline Valdarno ed Incisa, che ha visto venire alla luce uno fra i comuni più numerosi dell’intera area metropolitana fiorentina e che necessiterebbe di una rappresentanza adeguata, ma parlo anche di quelle trasformazioni che sono in corso, come la questione AER, più e più volte discussa e che probabilmente vedrà una sua soluzione nelle prossime settimane. Per non parlare delle trasformazioni “mancate”, come il secondo ponte a Figline, da decenni annunciato e che non riesce a vedersi realizzato, ma anche la SR69, il problema del pendolarismo verso il capoluogo e di un’idea comune per rendere “più fiorentine” le due aree, che sono spesso e volentieri escluse (come in questo caso) dall’area metropolitana. Era così opportuno non candidare alcun rappresentante proveniente da questi territori al consiglio metropolitano? 

IL METODO: chi ha scelto chi? Come segretario di circolo e come membro del direttivo dell’Unione comunale di Reggello, mai ho sentito parlare di convocazioni o riunioni atte a discutere una linea comune dei due territori in vista dell’assemblea metropolitana che avrebbe deciso le candidature. Anzi, a dire il vero ho saputo di una riunione fra i vari segretari comunali svoltasi a luglio scorso per iniziare a parlare di queste cose, ma successivamente né sono stati convocati i circoli per poter esprimere un parere, né le Unioni Comunali (parlo di quella di Reggello) si sono riunite per discutere di questa lista. Probabilmente avrei (ed avremmo?) dato un parere negativo, ma ci saremmo sentiti parte di un progetto democratico un po’ più ampio rispetto ai classici caminetti di partito che continuano a resistere imperterriti nel PD e nel nostro territorio. E se qualcuno mi viene a dire che convocare assemblee per discutere di queste candidature era inutile e poco produttivo, non mi pare che si sia raggiunto un migliore risultato facendo le cose di nascosto dai propri iscritti. Durante il congresso metropolitano, Fabio, hai più volte ribadito (o altri han fatto per te nelle assemblee in cui non potevi essere presente) che con la tua gestione il ruolo dei circoli sarebbe stato riqualificato e che il PD metropolitano sarebbe stato meno firenzecentrico rispetto alla precedente segreteria. In politica non importa dire sempre la verità, è vero, ma almeno all’interno dei nostri circoli e delle nostre assemblee, per favore, evitiamo di prenderci per in giro? 

Confido in una tua risposta,

Lorenzo Zatini

  • Fabio Incatasciato

    Ciao Lorenzo, rispondo volentieri e ti ringrazio per le domande puntuali e le riflessioni che partono da molti elementi che condivido. Condivido il fatto che il Val d’Arno sia una zona importante e che il Comune di Figline rappresenti una bella realtà (dopo la fusione) a cui molti altri enti dovrebbero guardare. E condivido come debba essere centrale, nella Città metropolitana, la presenza di territori definiti. Ma su molte altre cose rischi di far confusione e proprio per questo vorrei spiegarti meglio il complicatissimo sistema di voto del Consiglio metropolitano e anche altre cose.
    – Il voto è ponderato (ovvero a seconda della popolazione dei Comuni il voto dei Consiglieri pesa in modo diverso: oltre 900 quello di Firenze, 90 quello di Reggello, solo per fare un esempio) e da un’analisi attenta fatta nelle settimane scorse abbiamo dato ad ogni zona un numero di rappresentanti nella lista: nell’Area del Valdarno e della Valdisieve ne abbiamo individuato uno, così come per il Chianti o per il Mugello, perché il voto in base agli abitanti quello ci dice. Se avessimo aggiunto più di un rappresentante, poi non sarebbe passato. Questo ci dicono i numeri.
    – Abbiamo lasciato ad ogni zona la possibilità di riunirsi e decidere, senza imporre nessun nome calato dall’alto.
    – Nell’area territoriale del Valdarno e della Valdisieve (ovvero tutti i Comuni della ex Comunità montana “Montagna fiorentina” più Figline e Incisa e Rignano) vi è son stati diversi incontri tra i Sindaci e i segretari comunali nei quali si è preso atto di diverse situazioni: molti Sindaci per diversi impegni non se la son sentita di prendersi questo impegno “fiorentino” e tra l’altro molti di loro sono al primo mandato – iniziato da pochi mesi – e quindi hanno scelto di rimanere a svolgere bene il proprio ruolo. Per questa ragione la scelta è caduta su Alessandro Manni, persona di grande valore e Sindaco di notevole esperienza, che si è messo a disposizione, pur sapendo che il proprio Comune ha caratteristiche assai diverse di molti altri presenti nella zona di cui parliamo.
    – San Godenzo è sempre stato nell’area della Valdisieve con cui condivide Unione dei Comuni e Società della Salute. e Alessandro in queste settimane incontrerà i circoli del PD della zona per condividere con voi un programma di zona e quel che c’è da fare nei prossimi mesi. Rappresenta una risorsa per tutti voi e noi e allo stesso tempo porterà nel Consiglio l’esperienza dei piccoli comuni montani che fanno parte della Firenze metropolitana.
    – Non esiste una rappresentanza dei Comuni nel Consiglio metropolitano (questo abbiamo pensato come PD), ma una presenza di zone, nelle quali alcuni Comuni possono non esser rappresentati (succede ad esempio per Bagno a Ripoli o Sesto). Non stiamo parlando del Consiglio provinciale, ma di un Ente semplificato e molto snello, con solo diciotto rappresentanti, su 42 Comuni.
    – Hai ragione sulla discussione nei Circoli, ma conta che abbiamo dovuto organizzare tutto tra fine Luglio e Agosto (l’interpretazione della Legge Del Rio prima di allora era molto vaga) e quindi cercheremo di recuperare nelle prossime settimane.
    Ti assicuro che non ci sono caminetti: chi va nel Consiglio metropolitano lo fa gratuitamente e lavorarci ad agosto, sulla lista, è stato tutt’altro che semplice.
    Mi auguro di averti chiarito diverse cose e resto a disposizione per altri chiarimenti,

    cordialmente,
    Fabio Incatasciato