Ci sono momenti nella vita in cui ti fermi, ti volti e rifletti sulla strada che stai percorrendo. Analizzi gli errori, programmi nuovi tracciati, festeggi i risultati e metti un attimo tutti i problemi in stand-by, dedicandoti a te stesso e al tuo benessere. Ne ho fatta di strada in questi mesi… cavolo se ne ho fatta.

Cambiamenti

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Ci sono momenti nella vita in cui ti fermi, ti volti e rifletti sulla strada che stai percorrendo. Analizzi gli errori, programmi nuovi tracciati, festeggi i risultati e metti un attimo tutti i problemi in stand-by, dedicandoti a te stesso e al tuo benessere. Ne ho fatta di strada in questi mesi… cavolo se ne ho fatta.

(credits: Marco Zatini)

Non so se il viaggio della memoria è causa dei cambiamenti che ho vissuto nell’ultimo periodo, è senz’altro indubbio il fatto che, dopo aver visto fin dove è arrivato l’uomo, qualcosa sia scattato dentro di me. Una volta tornato in Italia ho iniziato a vedere le cose sotto un’altra prospettiva e, a piccoli passi, ho modificato il mio stile di vita, le mie abitudini e le mie dipendenze.

Il primo scoglio da affrontare, quello apparentemente più duro, è stato quello che ho superato con più rapidità e facilità. Sto parlando dello smettere di fumare, che è facile se si sa come farlo (qua potete scoprire in un’ora ciò che io ho scoperto leggendo un libro), ma che per me, inizialmente, non lo era affatto. Intendiamoci: io ero profondamente convinto che mi piacesse aspirare fumo e nicotina, consapevole dei rischi ma disposto a pagarli pur di godermi le mie 15/20 sigarette giornaliere, specialmente dopo i pasti.
Cazzate.
Dopo aver smesso in tempi record (ricordo ancora l’ultima sigaretta e magari un giorno potrei raccontare proprio qua in maniera più approfondita come ho fatto per togliermi la dipendenza), ho compreso quanto fosse forte la costruzione mentale e sociale della sigaretta, ma in particolar modo quanto fosse buono un caffè non rovinato dall’odioso cicchino.

Look of the year pgrsta

A giugno, mese dell’inizio dell’estate e delle giornate lunghe, ho definitivamente preso una decisione relativamente importante, di cui probabilmente molti di voi sono all’oscuro: ho abbandonato Habbo Hotel, una community virtuale in cui ero utente da circa 7 anni e nella quale sono cresciuto, ho conosciuto grandi amici e vissuto esperienze che coloro che non sono mai stati coinvolti in questo gioco virtuale difficilmente potrebbero capire. Di tutti questi lunghi anni potrei scrivere un libro, tante sono le cose che ho fatto ed i progetti che ho organizzato, chissà se un giorno condividerò con tutti voi una parte di me sconosciuta ai più e che mi ha permesso insieme a tutte le altre, se non più delle altre, di diventare quello che sono oggi.

Luglio è stato il mese del cambiamento più visibile e difficile. Dopo aver vissuto anni di rimpianti, aspettative mancate, insicurezze, ho deciso che dovevo essere, parafrasando Ghandi, “il cambiamento che volevo vedere in me stesso“. E’ un concetto un po’ strampalato, ma se mi seguite un secondo capirete cosa intendo. Ho passato gli ultimi anni della mia vita, se non tutti, a sperare di poter migliorare il mio aspetto fisico, dimagrendo e ottenendo dei risultati che, stando fermo ad osservarmi, mai avrei ottenuto.
Luglio è stato il mese dell’inizio di un nuovo stile di vita, più salutare, sportivo ed energico.
In poco più di 3 mesi, ad oggi, sono già riuscito a perdere 20 kg, un traguardo che mai avrei reputato possibile, ma soprattutto ho perso quella paura di me stesso, quella non accettazione che mi inibiva e mi rendeva difficile ogni minimo cambiamento. E’ iniziato tutto dopo un pianto disperato in seguito ad una giornata di shopping fallito, la classica goccia che fa traboccare il vaso, ma, fortunatamente, una volta che è nata in me la consapevolezza, il più era fatto ed adesso viaggio costantemente verso il raggiungimento di qualcosa che ho sempre voluto e che ho sempre visto lontano.

Agosto ha significato per me sin dal concepimento il “nuovo inizio“. Non so sia un caso che in una calda giornata di questo mese nel 1991 i miei genitori decisero di provare ad avere un figlio, ma son legato in maniera particolare a questo periodo dell’anno. Nel 2007 agosto fu il Jamboree del centenario dello scoutismo, evento a cui ho partecipato orgogliosamente e che mi permise per la prima volta di vivere due settimane all’estero lontano dai miei genitori, immerso nella natura e circondato dallo spirito di fratellanza e accoglienza che solo un raduno scout può emanare. Nel 2010 agosto è stato il mese della patente, così come nel 2012 quello della partenza per l’Erasmus in Finlandia.
Quest’anno agosto è stato il periodo in cui sono partito per la più grande avventura della mia vita, quella che mi porterà verso il vero mondo degli adulti e che mi aprirà le porte, spero, ad un futuro lavorativo, romantico e di nuove esperienze.

Settembre è per definizione il mese scolastico ed universitario, motivo per cui il cambiamento che ha caratterizzato questo mese non poteva che essere quello verso l’Università Statale degli Studi di Milano. Un passaggio importante che ancora devo vivere a pieno, vuoi per il fatto di essere un laureando, vuoi per il fatto che, ad oggi, il mio status universitario a Milano è “sconosciuto”, in quanto finché non avrò concluso definitivamente il mio percorso a Firenze non potrò godere dei benefici di UniMi.

Smettere di fumare, abbandonare una community virtuale come Habbo Hotel, mettermi a dieta ed iniziare a vedere i risultati, lasciare ogni certezza per trasferirmi a Milano e cominciare un nuovo percorso di studi. Cambiamenti, grandi e piccoli, che ho vissuto intensamente ma anche inconsciamente, senza rendermi davvero conto di quanto stavo cambiando e di quante le mie prospettive stessero diventando diverse. In cinque mesi la mia vita è cambiata, le mie abitudini sono cambiate, le mie aspettative pure.

Le certezze, quelle granitiche di cui sai che non puoi fare a meno, sono rimaste, segno che c’è sempre qualcosa che non cambierà mai.
La mia famiglia, che amo e per la quale sono disposto a tutto, anche se spesso non riesco a dimostrarglielo.
I miei amici, vecchi e nuovi, sui quali spero di poter contare sempre, nonostante la lontananza e le incomprensioni che ci potranno essere.
I miei valori, baluardo della mia esistenza e tasselli sui quali faccio affidamento ogni volta che ne ho bisogno.
E la mia bisessualità, ma questa è un’altra storia.